martedì 15 maggio 2012

Una maglietta in centro, addosso a un ragazzo svedese non biondo


"La passione per la libertà è più forte di tutte le celle"
"Passion for freedom is stronger than any jail cells"
"La passion pour la liberté est plus forte que toute cellule de prison"
"La pasión por la libertad es más fuerte de todas las celdas"

lunedì 16 aprile 2012

Non cambierebbe manco nome, pardon, cognome


Tra le meravigliose iniziative cui ci ha abituat* il sindaco Matteo Renzi, l'ultima in ordine di tempo ha del fantasmagorico. Vuole cambiare nome a una cinquantina di strade e piazze cittadine. Davvero una ne fa e cento ne pensa, il boy scout della "Ruota della Fortuna"! Ora, mi ricordo (dico "mi ricordo" perché sono una gatta παμπαλαῖα, antichissima, e quindi c'ero) che, un tempo, i nomi delle strade si cambiavano in massa in occasione di eventi particolari, quali i mutamenti di regime o roba del genere: ad esempio, alla caduta del fascismo e della monarchia tutte le pletore di viali Regina Margherita, corso Umberto, via Italo Balbo, piazza Doktor Goebbels e roba del genere diventavano viale Matteotti, corso Gramsci, via Stalingrado, piazza della Costituzione eccetera. Nelle città croate, con la fine della Jugoslavia, la gente non sapeva più raccapezzarsi: capitai a Spalato nel '93, in piena guerra, e la gente del posto era costretta a viaggiare con lo stradario pubblicato da un giornale per raccapezzarsi. Ora, d'accordo che questa città vive nella fulgida era renziana; però, cambiare addirittura il nome alle strade...!

Renzi, come primo esempio, ha scelto la povera via Tripoli. Via Tripoli è una strada del centro, vicino all'Arno e alla Biblioteca Nazionale. Una via tranquillissima e poco frequentata; io stessa, che pure sono un'indefessa girellona della mia città, ci sarò capitata non più di tre o quattro volte in vita mia. Si chiama così, è vero, dalla guerra di Libia del 1911, quando gli eroici italiani vi si fecero notare per aver inventato i bombardamenti aerei; ma ormai, porcaccia dell'eva, si chiama così da un secolo, da via Tripoli ha visto la guerra e l'alluvione, da via Tripoli ha visto persino girarvi una scena di Amici Miei, e questo le vuole cambiare il nome. Dice che "non ci azzecca nulla con Firenze"; beh, e allora? Ci azzeccherà forse, con Firenze, via Jan Palach? Si è forse dato fuoco pensando alla ribollita o gridando "forza Viola"? E via caduti di Nassiriya, ci azzecca con Firenze? Sono caduti per difendere il Nuovo Pignone? E via della Rivoluzione Ungherese? L'avranno fatta, la rivoluzione del '56, per abbattere gli Otto di Guardia e di Balia? Boh. Ho scelto apposta strade dal nuovo nome, ma potrei continuare; magari anche raccontando un episodio piccino picciò, che rende maggiormente l'idea. Non lo sa nessuno, nessuno ci avrà fatto caso; ma io sì, perché ho il viziaccio di guardare sempre intorno a me e di fissarmi su particolari apparentemente banali.

Qualche mese fa, si trattò di dare il nome ad alcune nuove arterie situate tra via delle Gore, dietro Careggi, e via delle Panche. Nella zona esiste già un'antichissima viabilità suburbana (via della Quiete. via Pietro Dazzi, via del Gioiello...) e, tra le altre, c'è anche una via della Loggia dei Bianchi. E' una stradina semisconosciuta e molto stretta che congiunge giustappunto via Dazzi con via delle Gore, andando verso Serpiolle. La Loggia dei Bianchi (tenuta in condizioni pietose da decenni, con dei tubi Innocenti arrugginiti che la puntellano) si trova esattamente a una sua estremità, e le dà il nome. Un giorno mi capita di passarci, e vedo che c'è una targa stradale nuova, sul lato destro: via Cacciaguida. "Toh", mi dico; "hanno eliminato la Loggia dei Bianchi!" Invece, poi, mi accorgo che la vecchia targa stradale c'era ancora, sul lato opposto. Una strada con due nomi?!?...

Il mistero viene risolto alcuni giorni dopo: ripassandoci, noto che la targa di via Cacciaguida è stata spostata ad una delle nuove arterie (rimaste peraltro per un paio d'anni senza nome: le altre si chiamano via Bellincione e via del Chiuso dei Pazzi, che mi rammenta un manicomio); via della Loggia dei Bianchi è tornata al suo esclusivo nome secolare. In pratica: avevano sbagliato a piazzare la targa stradale. Per qualche giorno, una strada di Firenze ha avuto due nomi, uno a destra e uno a sinistra. E ce ne saranno da aspettarsi delle belle...!

Però, almeno in qualche caso concorderei col sindaco Renzi, se volesse cambiare nome a alcune strade. Ma non via Tripoli. Toglierei, ad esempio, tutte quelle strade, alcune delle quali assai importanti, dedicate a guerrafondai, "interventisti", stronzi di "eroi di guerra", "medaglie d'oro" e quant'altro. Concentrate particolarmente nella zona di Rifredi. Una di queste è via Reginaldo Giuliani, che è probabilmente una delle vie più lunghe, importanti e trafficate di Firenze: va da Piazza Dalmazia (vi ricorda niente?...) fino al confine comunale con Sesto (dove diventa "via Gramsci") e passa per la stazione di Rifredi, per Castello e per il Sodo prima di diventare, nell'ultimo tratto, una strana e bellissima via stretta di terratetto antichissimi, di corti e cortili nascosti, di giardinetti. La numerazione civica è una delle più alte di Firenze: arriva oltre al 600 da entrambi i lati (per Roma sarebbe niente, ma per Firenze è notevole!). Bene: è dedicata a Reginaldo Giuliani, senza che nessuno abbia mai avuto niente da ridire. Reginaldo Giuliani è questo bel tipino qui. Riporto l'articolo Wikipedia, mettendo in evidenza alcune cose:

"Reginaldo Giuliani (Torino, 28 agosto 1887 – Passo Uarieu, 21 gennaio 1936) è stato un religioso, militare e scrittore italiano. Nella giovinezza scelse la vocazione religiosa, vestendo l'abito domenicano. Durante la Prima guerra mondiale combatté in trincea con gli Arditi della III armata, di cui fu cappellano militare; per il suo comportamento fu insignito di due medaglie di bronzo, una d'argento ed una d'oro. Partecipò all'Impresa di Fiume con D'Annunzio insieme agli squadristi cattolici (Fiamme Bianche) ed alla Marcia su Roma. Nel 1926 scrisse un libro collegato alla sua esperienza nella prima guerra mondiale intitolato "Gli Arditi", edito a Milano dai Fratelli Treves Editori con il sottotitolo breve storia dei reparti d'assalto della terza armata. Partecipò con entusiasmo, alla Guerra d'Etiopia, quale cappellano delle Camicie Nere. Morì nella battaglia di Passo Uarieu sotto il comando del Generale Diamanti, mentre soccorreva compagni morenti ucciso dall'esercito etiope, ed ha ricevuto la medaglia d'oro in questa occasione. Il suo corpo riposa nella chiesa di San Domenico a Torino."

Insomma, avete capito? Nella Firenze "democratica e antifascista", e perdipiù a partire da piazza Dalmazia, una delle vie più lunghe e importanti è dedicata a un prete fascista che partecipò alla Marcia su Roma e che fu cappellano delle Camicie Nere, e che morì opportunamente stiantàto dall'esercito di un paese aggredito per una guerra di conquista coloniale. Significativa una frase che pronunciò, che potrebbe essere ancora oggi perfettamente utilizzabile: "Non sarò mai costretto a scegliere fra chiesa e patria perché nel bene d’una ho sempre trovato il bene dell’altra."

Ecco, effettivamente a strade come questa sarebbe bene cambiare il nome. E alla svelta, anche. Ma, certo, anche qui vale lo stesso ragionamento: in fin dei conti è dal 1936 o giù di lì che si chiama così, e anche se si trova esattamente nel quartiere che lottò contro il nazzifascismo, vabbè. Senza contare i costi: mappe catastali, documenti personali degli abitanti, e quant'altro. Tutti i fiorentini la conoscono: da via Giuliani ci passano in migliaia tutti i giorni. Talmente nota, che quando alcuni anni fa nella Fiorentina giocò un (peraltro scarsissimo) calciatore brasiliano chiamato "Reginaldo", molti lo pigliavano per il culo chiamandolo Reginaldo Giuliani. Ma una soluzione ci sarebbe:

Non farle affatto cambiare nome.

O meglio, lasciandole il cognome. Facendola restare via Giuliani, come tutti sono abituati. Cambiando soltanto il nome: da Reginaldo a Carlo. E invece della "medaglia d'oro", "ragazzo". Si pole fa', Renzino, si pole fa'. Come dici te, che ci incastra Reginaldo Giuliani con Firenze, che tra i preti fascisti ci ha avuto ad esempio tale fra' Epaminonda Troia (di su' ma', verrebbe da dire), che faceva parte dei torturatori della Banda Carità? E chi ce lo dice che l'eroico Reginaldo Giuliani, se fosse sopravvissuto, non avrebbe fatto altrettanto...? E se a Firenze è stata dedicata una strada a un ragazzo che si è dato fuoco, perché non dedicarne una a un ragazzo con l'estintore...? Ci incastra, ci incastra. Visto che fanno i film sulla Diaz. Visto che un'altra marea di cose. Ti garba cambiare i nomi alle strade? O vediamo ora.

martedì 27 marzo 2012

Lectura Dantis



Nel traffico del centro pedala sopra il suo triciclo
e fischia forte alla garibaldina.
Il carico che piega le sue gambe è l'ingiustizia,
la vita è dura per Dante di Nanni.

L'alba prende il treno e c'è odore di porcile
sui marciapiedi della sua pazienza,
e nella testa pesano volumi di bugie.
La sera studierà, Dante di Nanni.

Trent'anni son passati, da quel giorno che i fascisti
ci si son messi in cento ad ammazzarlo
E cento volte l'hanno ucciso, ma tu lo puoi vedere:
gira per la città, Dante di Nanni.

L'ho visto una mattina sulla metropolitana
E sanguinava forte, e sorrideva.
Su molte facce intorno c'era il dubbio
e la stanchezza.
Ma non su quella di Dante di Nanni.

Trent'anni son passati, da quel giorno che i fascisti
Ci si son messi in cento ad ammazzarlo
E ancora non si sentono tranquilli,
perché sanno che gira per la città, Dante di Nanni.

Stormy Six, Un biglietto del tram, 1975.

venerdì 9 marzo 2012

Ma che avete capito...


Macché pistola e pistola!
Si tratta di un chiaro invito al sindaco Matteo Renzi ad abbandonare ogni indugio, e ad iscriversi finalmente alla nuova loggia massonica P38!
Il tempo è passato, e i numeri sono scorsi; la scoperta della P2 risale, se non erro, al 1981 e sono passati trentuno anni.
P2, P4, P5, P6, P7...P38!
Non capisco come mai tutti non se ne siano accorti; stelle a cinque punte, triangoli, piramidi eccetera, poi, fanno storicamente parte della simbologia dei liberi muratori.
E visto quanto murano liberamente questi qui...

mercoledì 7 marzo 2012

Svolta a Gavinana


Di svolte, a Gavinana, ce ne sono effettivamente parecchie: ad esempio, da piazza Gualfredotto si svolta in via Datini, da via Uguccione della Faggiola si svolta in via Erbosa (contromano, quindi si va anche a battere), dal viale Giannotti si svolta in piazza Elia dalla Costa e via discorrendo. Di conseguenza, quando stamani ho visto, durante una delle mie passeggiatine, la locandina del Corriere Fiorentino (ma icché correrà a fare...) titolare "Svolta a Gavinana", ho pensato sulle prime che si trattasse di un utile manuale per districarsi nel traffico di quel popoloso quartiere, invero assai caotico, e che finalmente quella gazzetta, normalmente inutile come tutte le altre, si fosse decisa a fare qualcosa di seppur minimamente fruttuoso per la cittadinanza. Ma icchéne. La "svolta a Gavinana" del Corriere Fiorentino era meglio precisata nel sottotitolo: "Il comune vende il centro sociale".

Ora, come tutti sanno, nel quartiere di Gavinana di centri sociali ce n'è soltanto uno, nonostante un'altra meravigliosa gazzetta cittadina lo abbia tempo fa trasferito in una notte a 5 km di distanza. Di codesta famosa "vendita" del CPA, o meglio dell'immobile comunale occupato in cui esso ha sede (l'ex scuola media "Don Facibeni" in via di Villamagna 27/A) dopo lo sgombero dell'area Longinotti in ossequio a sua maestà Ipercoop, si parla oramai da tempo e il risultato è che il CPA Firenze Sud è sempre là e nessuno lo schioda nonostante le periodiche raccolte di firme che devono aver fatto slogare i polsi ai soliti buontemponi che le promuovono, e che se le firmano regolarmente fra di loro. Però, stavolta, debbo dire che c'è stato un grosso errore da parte del Corriere Fiorentino; la realtà delle cose è differente, e la vado brevemente ad esporre.


Il CPA Firenze Sud, via di Villamagna 27/a.

In effetti, la "svolta a Gavinana" c'è stata, e di quelle assolutamente imprevedibili; è quindi comprensibile che un foglio come il Corriere Fiorentino, che i nostri nonni non avrebbero saggiamente preso per buono nemmeno per incartare le salacche, l'abbia davvero cannata di brutto. Stante infatti la telenovela della "vendita", con relativo "cambio di destinazione", la quale oramai va avanti da anni nel disinteresse generale (a parte quello degli ossequiosi giornaletti fiorentini tutti degrado, sihurezza & pallone), la sovrana assemblea del CPA ha deciso di dare uno scossone a tutta la faccenda organizzando la vendita all'asta del Comune di Firenze. Un titolo corretto sarebbe quindi dovuto essere stato: "Svolta a Gavinana - Il centro sociale vende il Comune". Un successone; senza nessun "battage", abilmente occultata tra un'iniziativa NO TAV, un concerto ska o hard-core e la normale attività del centro, l'asta si è svolta con grande partecipazione fruttando -peraltro- una caterva di quattrini per il centro sociale. Sotto lo slogan: "Vendiamolo per una Firenze migliore!", il Comune, il suo patrimonio immobiliare e ad anche gli avidi scaldapoltrone che lo occupano sono stati quindi aggiudicati al miglior offerente.

I "clou" dell'asta, tenutasi in un clima di simpatica informalità ed allietata da un'ottima cena a prezzo assolutamente modico nella quale ha fatto comparsa anche il classico e fiorentinissimo lampredotto (autentico caposaldo del CPA assieme alle penne condite con qualsiasi sugo), sono state la vendita di un antico e vasto palazzo sito in una piazza centralissima, completo di torre, che è andato alla Cooperativa Immobiliare "Arnolfo" Scarl. Interpellato appositamente, il responsabile legale della Cooperativa ha dichiarato che nella vasta cubatura dell'immobile saranno sí realizzati "appartamenti di prestigio", ma anche "servizi socialmente utili per la popolazione", promettendo l'intera torre e il locale antistante al balconcino che si affaccia sulla piazza allo stesso CPA. A sua volta, un militante del centro sociale ha prefigurato l'organizzazione della prossima "Tre giorni di musica popolare" (l'iniziativa annuale che rappresenta il "fiore all'occhiello" del centro) direttamente sulla pubblica e vasta piazza, con diretta televisiva e partecipazione di alcuni giovani promettenti nel campo dell folk music internazionale (Mikis Theodorakis, Alan Stivell, Quilapayún, Joan Baez).

Il patrimonio immobiliare e abitativo del Comune di Firenze è stato invece aggiudicato, non senza qualche remora ma dietro precise assicurazioni, all'impresa "Massoneria SPA", che del resto ha dichiarato di essere già pienamente inserita, e da tempo, nella questione. Il Gran Maestro L.G. (che preferisce mantenere l'anonimato) ha a tale riguardo dichiarato alla stampa: "L'asta organizzata dai simpatici e vivaci ragazzi del CPA ha, in fondo, soltanto sancito uno stato di fatto già pienamente esistente. Il comune di Firenze è storicamente in mano della Massoneria, e la maggior parte dei sindaci sono stati massoni. Potendo ora gestire direttamente in nostra mano il patrimonio immobiliare e abitativo, ci dedicheremo ad un'equa e sobria realizzazione di profitti. Non a caso i nostri simboli compaiono sui dollari..."


Più problematica, invece, si è rivelata la vendita del Sindaco e degli Assessori. In primis perché, abituati per natura a vendersi a chi offre di più, Matteo Renzi & co. risultavano già aggiudicati a una trentina di entità, tra le quali la Curia Romana, due o tre "cooperative rosse", la stessa e summenzionata Massoneria, un cinque o sei banche e il Club di Topolino; indi di poi, perché non si vedeva -probabilmente a ragione- l'utilità di portarsi a casa dei personaggi del genere, a parte una generica funzione di soprammobili invero alquanto "kitsch". Alla fine, Matteo Renzi se lo è aggiudicato (con grande soddisfazione di tutti) il Seminario Maggiore Fiorentino, con la promessa di avviarlo finalmente ad una severa e santa formazione ecclesiastica. Nell'aggiudicazione, però, c'entra probabilmente anche il desiderio di sfruttare le caratteristiche innate del giovane Rottamatore, auspicando la futura ascensione al Soglio Pontificio di qualcuno che possa rinovellare i fasti comunicativi e mediatici di S.S. Giovanni Paolo II. Per l'intanto, comunque, Matteo Renzi è già stato assegnato, per una consona purificazione prima dell'ingresso in seminario, al Convento Trappista "San Martino Bormann", che si occuperà della sua ferma educazione all'obbedienza ed al quale dovrà recarsi ogni mattina utilizzando esclusivamente autobus pubblici.

La Svolta di Gavinana, come si vede, effettivamente c'è stata; e non deve stupire che il Corriere Fiorentino, come sempre, abbia agito in totale spirito di dezinformacija. A meno che -come sottolineato dalla foto di apertura di questo post- le mire di certe persone non siano in realtà state indirizzate verso l'intero paese montano di Gavinana (PT), famoso per la battaglia nella quale trovò proditoria morte Francesco Ferrucci per mano del vile traditore Fabrizio Maramaldo. "Vile, tu dài a un morto!", ebbe a dichiarare Ferrucci; e anch'io, fondamentalmente, sto dàndo a dei morti. Però non mi sento per nulla "maramalda", lo devo dire. Maramào, casomai!
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martedì 6 marzo 2012

À rebours


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mercoledì 29 febbraio 2012

Radyo Aut



(Pādăr năfelmem indūs to kărv nă to hiere,
kărv syelanozy y' istingīd to skemdŭr.
Pādăr tān sŭn sī syom to rhen ap to oldār
dāstāimenig kā sanōk la to pŭr.

Sī kant badīs ek to ranăd nă to kaulos
ya kant bolēt ap to tubād nă părbuntār
To sī, ārsyepăn năgoruar săn to teag
To sī, to teag sī kā karăk pod to untār

Radyo Aut
Radyo ekleudărdŭr
Radyo Aut
Radyo părbunistŭr

Pādăr năvūll estāi eno lŏ pod to sŭll
eno sŭll rhāc năsyetherăm nomēz.
Pādăr năvūll ekpratestāi pyos mān harăt
săn kās syehē syrāp in ŭst to kenēz.

Sī kant badīs yanak to rabăr nă to huntŭn
ya kant toud năsyeharăbsyă pyos
ya kol nă kmenāi flīnhantsyem rivāla
yamerkos syelī m'adcavādsyă tyos

Radyo Aut
Radyo ekleudărdŭr
Radyo Aut
Radyo părbunistŭr.)